SCIA: (ex DIA)

Segnalazione Certificata di Inizio Attività Edilizia

La scorsa estate è entrata in vigore la legge n. 122 del 30 luglio 2010, di conversione della manovra finanziaria estiva per la stabilita' economica, che ha introdotto alcune novita' in ambito edilizio passate un po' in sordina a causa del periodo vacanziero, ma che hanno creato non poche difficolta' agli operatori del settore.

In particolare la legge prevede, tra i suoi contenuti, la sostituzione della Dichiarazione di Inizio Attività che serve per dare l'avvio alle attività di impresa, con la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA).

L'interpretazione che se ne è data è stata quella di sostituire con tale nuovo strumento anche la Denuncia di Inizio attività, la cosiddetta DIA che si utilizza per alcune tipologie di interventi edilizi.  Ma poiché nel testo non è contenuta esplicitamente la parola denuncia, ciò ha dato il via ad un paio di mesi di confusione e di differenti interpretazioni sull'applicabilità o meno della legge anche all'ambito edilizio.

Infatti in comuni come Napoli o Bari è stato da subito possibile presentare la Scia in sostituzione della Dia, a Firenze ne è stata negata l'applicabilità, mentre in molti altri comuni i due strumenti hanno continuato a coesistere.

Quindi, a seguito di un quesito posto dalla Regione Lombardia lo scorso 30 agosto, si è resa necessaria la pubblicazione di una nota esplicativa del Ministero per la semplificazione normativa, a firma del capo dell'Ufficio Legislativo Giuseppe Chinè, pubblicata il 16 settembre, che ne ha confermato l'applicabilità in edilizia, anche sull'onda della semplificazione dell'attività edilizia, ritenuta fondamentale dal Governo per il rilancio dell'attività economica. Anche perché il legislatore non ha indicato espressamente la Dia tra gli strumenti esclusi.

Diventa quindi possibile dovunque dare avvio ad alcuni interventi edilizi il giorno stesso in cui viene presentata la Segnalazione, senza attendere i canonici 30 giorni necessari per la Dia.
Durante tale periodo, però, l'amministrazione che ha ricevuto la Segnalazione è tenuta ad effettuare verifiche in corso d'pera attestanti la sussistenza dei requisiti necessari, in assenza dei quali può adottare provvedimenti di divieto ad effettuare le opere.
Decorso invece il periodo di 30 giorni si considera la regola del silenzio-assenso, purchè non si commettano gravi infrazioni nei confronti del patrimonio artistico, ambientale o della sicurezza pubblica.

Naturalmente rimangono escluse dalla Scia le opere per le quali è necessario richiedere il Permesso di Costruire, o quelle indicati dall'art. 22 del Testo Unico dell'Edilizia, d.p.r. 380/2001, che possono essere realizzate in alternativa ad esso con la Dia.
Quindi niente Scia per nuove costruzioni, ristrutturazione urbanistica e opere di ristrutturazione edilizia che comportino l'aumento di unità immobiliari, modifiche del volume, della sagoma, dei prospetti o delle superfici, ovvero che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, comportino mutamenti della destinazione d'uso.

Resta fermo, inoltre l'obbligo di presentazione di tutti gli allegati e le asseverazioni già previste del Testo Unico per la Dia, in quanto la legge afferma che la Scia deve essere corredata dalla documentazione specificamente richiesta dalla normativa di settore.

SCIA: (ex DIA)

Applicazione della Scia in edilizia

Il primo e fondamentale dubbio riguarda l'applicazione della Scia all'edilizia. Esso nasceva dal carattere generale della norma e dal suo oggetto, estraneo alla materia edilizia, ovvero: la semplificazione delle procedure autorizzative per l'apertura di nuove attività produttive. La tesi di estraneità della L. 122/2010 al settore edilizio era avvalorata dal fatto che essa, né fa riferimento esplicito a tale ambito ed ai titoli abilitativi che lo regolamentano, né modifica il T.U. 380/2001.

La risposta in merito, argomentata in più punti, è ben ferma: la "applicabilità della disciplina della Segnalazione certificata di Inizio Attività alla materia edilizia non può che trovare risposta positiva". E questo, in primo luogo, deriva da quanto scritto nel testo di legge, nel comma 4-ter dell'art. 49, che di fatto introduce "un meccanismo di sostituzione automatica della disciplina della Scia a quella della Dia, anche in edilizia". Ciò, è, infatti, particolarmente chiaro in alcune righe dello stesso comma, nel quale si legge che la disciplina della Scia "sostituisce direttamente, dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, quella di dichiarazione di inizio attività recata da ogni normativa statale e regionale".

SCIA: (ex DIA)

Scia e Super-Dia

Altra problematica riguarda i dubbi interpretativi sull'estensione della Scia alla cosiddetta Super-Dia, ovvero alla Dia in sostituzione del permesso di costruire. Questa perplessità, sollevata anche dall'ANCE, scaturisce ancora una volta dalla mancanza di legami tra nuova legislazione e quanto stabilito dal T.U.E.

La risposta è netta: la Scia ha identico campo applicativo della Dia e non interferisce con quello di altri titoli abilitativi. Di conseguenza, estendere la Scia alla Super Dia, o meglio alla Dia alternativa al permesso di costruire, significherebbe andare oltre quei limiti ed ampliare l'ambito applicativo della Scia oltre i confini stabiliti dalla legge. In conclusione la Dia non può sostituire la cosiddetta Super Dia.

SCIA: (ex DIA)

Legislazione regionale concorrente

Il terzo chiarimento è correlato al precedente e riguarda il rapporto tra la nuova disciplina e le leggi regionali recanti ulteriori applicazioni di Dia alternativa al permesso di costruire.

Anche in questo caso si ribadisce quanto espresso al punto precedente, ovvero che: "a riguardo è avviso dello scrivente Ufficio, che la disciplina della Scia non si applichi al permesso di costruire e che le leggi regionali vigenti (...) non siano state incise dall'entrata in vigore dell'art. 49 della legge n.122 del 2010".

SCIA: (ex DIA)

Interventi prima autorizzati con Dia, in presenza di vincoli

Altro problema di interpretazione della legge nasce per quegli interventi da effettuarsi in zone interessate da vincoli e che la legge sottoponeva a Dia. In particolare, il provvedimento, escludendo l'applicazione della Scia qualora vi sia la sussistenza di vincoli ambientali, paesaggistici e culturali, nonché stabilendo - con la sostituzione della Dia con la Scia - l'estinzione della prima, generava il dubbio che per questa tipologia di interventi, prima autorizzabili con Dia, ora fosse necessario ricorrere al permesso di costruire.

Con la nota esplicativa si chiarisce che per le zone sottoposte a vincolo si ricorre alla Scia, in sostituzione della Dia, purché si acquisisca preventivamente e si alleghi ad essa l'atto di assenzo dell'ente preposto alla tutela del vincolo.
E' da sottolineare, però, che, come stabilito dalla L.122/2010, la Scia non si applica nei casi in cui sussistono vincoli ambientali, paesaggistici e culturali.

SCIA: (ex DIA)

DIA già presentate prima dell'entrata in vigore della L. 122/2010

L'ultima problematica riguarda le Dia edilizia già presentate. Viene chiarito che per esse si applica la normativa vigente al momento della presentazione delle stesse, salva la possibilità per il privato di avvalersi del nuovo strumento presentando, per il medesimo intervento, una Scia.


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